Ambiente acquatico

 

 

Ambiente                     acquatico

 

DESCRIZIONE: in questo spazio del giardino, ad accogliere all’ingresso i visitatori, viene proposto un tipico ambiente d’acqua dolce permanente. In questo contesto le piante, appartenenti a diverse specie, sono disposte in fasce più o meno parallele e concentriche. Questa disposizione non è casuale né tantomeno segue motivazioni estetiche ma, proprio come avviene in natura, è dettata dalle differenti caratteristiche biologiche ed ecologiche delle specie, che si traducono ad esempio nella possibilità per ciascuna di esse di colonizzare substrati a maggiore o minore profondità dal pelo libero dell’acqua. Si può distinguere, infatti, il comportamento delle idrofite vere e proprie, ossia piante acquatiche con le gemme poste durante tutto il corso dell’anno nella massa d’acqua, e quello delle elofite, piante acquatiche che, invece, nel periodo avverso disseccano la parte epigea (quella al di sopra del suolo) e proteggono le gemme ipogee nel fango del fondo. Nel caso delle elofite, le piante non possono spingersi oltre una certa profondità perché, alla ripresa vegetativa con l’arrivo della nuova stagione favorevole, le riserve degli apparati ipogei, rimasti vitali, non basterebbero a far sviluppare i nuovi getti tanto da emergere dall’acqua e raggiungere la luce.

 

Una tipica elofita è la Cannuccia di Palude (Phragmites australis (Cav.) Trin.) che, infatti, è localizzata nella fascia esterna dello stagno del giardino, dove l’acqua è più bassa. In natura, la Cannuccia forma densi canneti caratterizzati da una ricchezza di specie vegetali molto ridotta, nei quali essa domina in maniera quasi assoluta. L’esteso sviluppo del canneto è dovuto alla rapida crescita dei rizomi (fusti sotterranei) di cui questa specie, come molte altre degli ambienti acquatici, è dotata. Altre elofite comuni in questi ambienti sono pure le tife, presenti nello stagno con due specie molto simili, la Lisca maggiore (Typha latifolia L.) e la Lisca a foglie strette (Typha angustifolia L.). La loro caratteristica più tipica, comune ad entrambe le specie e che tra l’altro le rende facilmente individuabili, è una curiosa infiorescenza cilindrica (spadice). Su di essa sono fissati migliaia di fiori singolarmente insignificanti, da cui a maturità si distaccano altrettanti piccolissimi frutti pronti a volare, anche a grandi distanze, sostenuti da un paracadute peloso (pappo). Nello stagno anche il Falasco (Cladium mariscus L.), specie ben più rara in Italia e anche in Puglia rispetto alla Cannuccia e alle tife, è dotata di rizomi, con i quali questa ciperacea fissa il substrato poco compatto nel quale vive. Neanche il Falasco, come le altre specie presentate finora, mostra una fioritura appariscente, ma si fa ricordare in altro modo per i fini dentelli che rendono il margine delle sue lunghe foglie estremamente tagliente.

In primavera nello stagno, dal mare verde di cannucce, tife e falaschi spicca il colore giallo deciso del Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus L.) mentre, nello specchio d’acqua libera, con la fine della primavera e l’arrivo dell’estate si aprono le corolle dei grandi fiori, primitivi dal punto di vista evolutivo, della Ninfea bianca anche detta Ninfea comune (Nymphaea alba L.). A dispetto del nome, in Italia questa ninfea a distribuzione euro-asiatica è tra le specie minacciate di estinzione, progressivamente più rara verso il meridione della Penisola e, fino a pochi anni fa considerata del tutto estinta in natura in Puglia. Solo recentemente ne è stata riaccertata la presenza ai Laghi Alimini, che pertanto costituisce l’unico sito in cui la specie è presente allo stato spontaneo nella regione. La Ninfea bianca è una delle due idrofite presenti nello stagno, insieme alla Brasca a foglie opposte (Groenlandia densa (L.) Fourr.), altra specie molto rara in Puglia. Al margine dello stagno è presente anche un nucleo di piante di Agnocasto (Vitex agnus-castus L.), anch’essa specie a rischio di estinzione nella nostra regione, legata ai fragili ambienti umidi, in particolare fiumare e depressioni dunali lungo le coste, oggetto da sempre di profonde manomissioni e trasformazioni da parte dell’uomo.

Didascalia

1) Brasca a foglie opposte – Luigi Forte

2) Giaggiolo acquatico – Luigi Forte

3) Ninfea bianca – Luigi Forte

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