Ambiente dei substrati argillosi

 

 

Ambiente                      dei substrati     argillosi

 

DESCRIZIONE: In questa aiuola vengono proposte le specie più tipiche dei suoli argillosi salini dei territori mediterranei. In tutto il mondo, questi substrati selezionano, in maniera più o meno rigorosa, una flora adattata a particolari condizioni ecologiche, costituita da piante che vengono perciò definite ceramofite o anche argillofite. Le fini particelle di cui il suolo è in gran parte costituito, infatti, causano una scarsa permeabilità del terreno. Così, la maggior parte dell’acqua delle precipitazioni tende a ruscellare, dando luogo a intensi fenomeni erosivi, mentre quella che va a riempire i piccoli spazi esistenti tra le particelle vi si lega così fortemente da non essere disponibile per la maggior parte delle specie vegetali ma, appunto, solo per quelle capaci di esercitare notevoli forze di suzione. Un altro fattore condizionante per la vita delle piante è costituito dal contenuto salino piuttosto elevato (cloruro di sodio, ma anche carbonati e solfati) presentato da questi substrati che, nella calda estate mediterranea, vanno incontro in seguito all’evaporazione dell’acqua ad uno spinto disseccamento, con possibile formazione di efflorescenze biancastre di sali in superficie. Per questo, le specie che vivono sui substrati argillosi sono anche molto spesso alofite, ossia in grado di vivere in suoli in cui la concentrazione salina della soluzione circolante è elevata.

Affioramenti di natura argillosa si rinvengono qui nel territorio di Gravina in Puglia, ma nel complesso non sono particolarmente diffusi nella nostra regione, in paragone agli estesi sistemi calanchivi di altre regioni italiane, a partire da quelli della vicina Basilicata.

 

Le specie presenti in quest’aiuola hanno apparati ipogei che tentano di opporsi all’erosione contribuendo a stabilizzare, almeno temporaneamente, l’instabile substrato sul quale vivono anche in natura. E’ il caso del lungo fusto sotterraneo (rizoma) dello Sparto steppico (Lygeum spartum L.), una graminacea che forma densi cespi, riconoscibili soprattutto dalla piccola spata simile ad una bandierina che avvolge le infiorescenze. Anche la robusta radice a fittone della Sulla comune (Sulla coronaria (L.) Medik.) si spinge in profondità nell’argilla. In superficie, invece, questa apprezzata pianta foraggera e mellifera regala la fioritura di più forte impatto cromatico nell’aiuola, solitamente tra aprile e maggio, colorandola di rosso porpora. Nell’aiuola sono presenti anche specie a portamento arbustivo come la Canforata di Montpellier (Camphorosma monspeliaca L.) e la Suaeda fruticosa (Suaeda vera J.F. Gmel.) o anche l’Atriplice alimo (Atriplex halimus L.), tutte incluse attualmente nella famiglia delle Amarantacee. La Sueda si caratterizza per avere foglie dalla consistenza succulenta, in cui si accumula acqua parallelamente all’aumento del volume cellulare. L’Atriplice invece spicca per le sue foglie, grigio-argentate per la fine pelosità che le ricopre.

le specie presenti

 Lygeum spartum L.

Sulla coronaria (L.) Medik.

Atriplex halimus L.

Camphorosma monspeliaca L.

Suaeda vera J.F. Gmel.

 

Testi a cura di Francesca Carruggio e Luigi Forte

Didascalia

1) Sparto steppico – Luigi Forte

2) Sulla comune – Luigi Forte

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