Ambiente roccioso e rupicolo

 

 

Ambiente                      roccioso e rupicolo 

 

DESCRIZIONE: In quest’area del giardino è stata realizzata una roccaglia, che ricrea le condizioni ecologiche di ambienti ad elevata rocciosità e, soprattutto, delle rupi mediterranee. In questi ambienti le piante sono soggette a forte insolazione, a ampi sbalzi termici tra il giorno e la notte e a una limitata disponibilità di acqua, spesso proveniente dalle cosiddette precipitazioni occulte (es. nebbia, rugiada) e trattenuta con difficoltà dallo scarso substrato. Il poco terreno disponibile, infatti, è quello che riesce ad accumularsi, anche a dispetto della pendenza spesso elevata, nelle fessure delle rocce o, in strati sottili, nelle cenge e piccole nicchie più o meno orizzontali. In questo settore del giardino molte delle specie riproposte sono rare, e/o a rischio di estinzione nel territorio pugliese, o ancora importanti per la Flora regionale dal punto di vista biogeografico, perché caratterizzate da una distribuzione particolare, ad esempio una distribuzione disgiunta o limitata ad un territorio più o meno ristretto, come per le specie endemiche.

 

Alcuni generi tipici di ambiente roccioso e/o rupicolo presentano numerose specie diverse, proprie ciascuna di territori limitati, come rilievi montuosi specifici o tratti di costa più o meno ristretti. E’ il caso ad esempio, nella Flora italiana, dei generi Campanula, Centaurea, Iris, Genista. Nella roccaglia sono proposti alcuni endemiti della Flora pugliese appartenenti proprio a questi generi, quasi tutti inclusi nelle Liste rosse regionali delle specie a rischio di estinzione. Sono presenti ad esempio la sottospecie garganica della Campanula garganica (Campanula garganica Ten. subsp. garganica) e il Giaggiolo con due teste (Iris bicapitata Colas.), entrambe esclusive del Promontorio del Gargano; e ancora, per il genere Centaurea, il Fiordaliso delle Tremiti (Centaurea diomedea Gasp.), esclusivo dell’arcipelago, e il Fiordaliso garganico (Centaurea subtilis Bertol.), presente solo sul Gargano, nelle Murge baresi e materane e nell’Arco Jonico tarantino; per il genere Genista, infine, è presente la Ginestra di Micheli (Genista michelii Spach), esclusiva di Marche e Puglia, dove si ritrova solo in alcune aree rupestri tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo e nei pressi di San Marco in Lamis.

 

Un altro contingente ben rappresentato in questo settore del giardino è costituito da numerose specie mediterraneo-orientali, che hanno in Italia, spesso nel sud-Italia e talvolta proprio in Puglia, il limite occidentale di diffusione. Queste entità, con la loro distribuzione attualmente disgiunta, costituiscono la testimonianza vivente di antiche congiunzioni tra i due versanti dell’Adriatico e in particolare tra la Puglia e la Penisola Balcanica. Tra queste specie, apprezzabili anche per la loro fioritura, nella roccaglia si notano la Campanula pugliese (Campanula versicolor Andrews), il Salvione di Gerusalemme (Phlomis fruticosa L.), il Raponzolo meridionale (Asyneuma limonifolium (L.) Janch. subsp. limonifolium). Anche recentemente nuovi rinvenimenti continuano ad arricchire il numero delle specie della Flora pugliese caratterizzate da questa particolare distribuzione: tra le ultime ad essere state segnalate, nella roccaglia si sviluppano l’Avena siciliana (Helictotrichon convolutum (C. Presl) Henrard) e il Miglio simile al bambagione (Piptatherum holciforme (M. Bieb.) Roem. & Schult.), entrambe graminacee cespitose.

Didascalia

1) Campanula garganica – Luigi Forte

2) Avena siciliana – Francesca Carruggio

4) Centaurea delle Tremiti   Luigi Forte

5) Mandorlo di Webb Luigi Forte

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