Boscaglia termo-xerofila sempreverde a Quercia spinosa

 

 

Boscaglia                      termo-xerofila       sempreverde a Quercia spinosa

 

DESCRIZIONE: In questa aiuola vengono riproposte le specie più tipiche della boscaglia a Quercia spinosa (Quercus coccifera L.), un tipo di vegetazione nettamente adattata a condizioni di termicità e aridità, anche più del bosco a Leccio. Questa specie quercina è una tipica sclerofilla, con foglie a margine ondulato, dentato e spinoso. La sua distribuzione comprende il territorio dell’intero bacino del Mediterraneo, anche se con un baricentro orientale, e in Italia è presente solo nelle isole maggiori, in Basilicata e Puglia. Nella nostra regione la sua presenza è legata più estesamente al Salento e limitata ad una parte delle Murge baresi (es. territori di Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Casamassima, Conversano, Monopoli). Le aree della sua diffusione sono state oggetto nei secoli di una forte degradazione della vegetazione spontanea, con taglio, incendi e pascolo intenso, veri e propri fattori ecologici che hanno finito per selezionare opportuni adattamenti. Non è raro ad esempio vedere come la Quercia spinosa riemetta, caparbiamente, vigorosi polloni, a crescita rapida, dopo i danni causati da tali fattori. Sui rami e fusti della Quercia coccifera si possono sviluppare cocciniglie tipiche delle piante di quercia, insetti rappresentanti del genere Kermes. In particolare, da Kermes vermilio Planchon 1864 si ottiene il colorante detto lacca di Kermes, di color rosso, usato anche in pasticceria.

 

Accanto alla Quercia spinosa, nell’aiuola troviamo le più tipiche sclerofille eliofile delle boscaglie mediterranee, il Lentisco (Pistacia lentiscus L.), l’Ilatro comune (Phillyrea latifolia L.) e l’Alaterno (Rhamnus alaternus L.). Inoltre si possono osservare specie lianose, che in natura rendono questa boscaglia particolarmente intricata e impenetrabile, andando a chiudere in breve tempo ogni varco. Chiunque abbia provato a mani nude e senza alcuna protezione a farsi largo tra questi poco “accoglienti” ospiti, sicuramente ne avrà riportato sulla pelle qualche “bruciante ricordo”… Gli arbusti sarmentosi, infatti, sono ben armati e oltre a più innocui viticci, posseggono uncini, aculei e fusti tenaci, con cui aggrapparsi agli altri arbusti durante la loro ostinata marcia per la conquista della luce. E’ il caso della Robbia selvatica (Rubia peregrina L.), rubiacea con le foglie sempreverdi verticillate munite di piccoli peli uncinati sul margine, e dell’Asparago pungente (Asparagus acutifolius L.), con rametti pungenti dall’aspetto di foglie (cladodi). Per non parlare della Strappabrache (Smilax aspera L.), il cui nome evidentemente la dice lunga sui suoi aculei, ben distribuiti lungo i fusti ma anche sui piccioli e lungo il margine delle sue foglie cuoriformi.

 

In questa aiuola, l’aspetto cromatico più appariscente non è prodotto dalle fioriture, anche se i profumatissimi grappoli estivo-autunnali della Strappabrache meritano sicuramente una piccola menzione, ma da ciò che alle fioriture segue, vale a dire le infruttescenze. La boscaglia a Quercia spinosa, soprattutto in autunno, è un tripudio di frutti diversi (soprattutto drupe e bacche) che richiamano anche una quantità di specie diverse di uccelli, per i quali sono in genere tutti commestibili, a differenza di quanto accade per l’uomo per cui ad esempio le invitanti bacche, ancora una volta della Strappabrache, sono tossiche.

Didascalia

1) Ilatro comune – Gianni Signorile

2) Quercia spinosa – Gianni Signorile

3) Strappabrache – Gianni Signorile

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