Bosco eliofilo caducifoglio a Roverella

 

 

Bosco eliofilo                  caducifoglio                     a Roverella

 

DESCRIZIONE: In questo caso le specie riproposte sono quelle più caratteristiche dei boschi a Roverella (Quercus pubescens Willd. s.l.) della nostra regione, presenti generalmente a quote collinari. La Roverella, in quanto specie caducifoglia, è adattata ad una certa rigidità invernale del clima, ma è anche una specie altamente eliofila e capace di tollerare bene un certo grado di aridità estiva. Pertanto, i boschi a Roverella si rinvengono in aree climaticamente a cavallo tra quelle tipicamente mediterranee, dominate dalle specie sclerofille sempreverdi, e quelle più fresche caratterizzate da alberi caducifogli poco o nulla adattati alla aridità estiva. In Puglia tali boschi sono maggiormente diffusi nei distretti geografici centro-settentrionali, come il Gargano, i Monti Dauni e l’Alta Murgia e, soprattutto in quest’ultimo caso, quelli esistenti (es. nei territori di Ruvo di Puglia, Corato e Andria, ma anche Toritto, Altamura e Grumo Appula) sono i pochi residui di una copertura forestale un tempo ben più sviluppata e nel corso di secoli trasformata gradatamente in pascoli e coltivi. Le altre specie arboree presenti in questa aiuola sono l’Acero minore (Acer monspessulanum L. subsp. monspessulanum), dalla tipica foglia piccola e trilobata, il Sorbo domestico (Sorbus domestica L.), dai frutti commestibili, e l’Orniello (Fraxinus ornus L.). Anche quest’ultima specie è molto ben adattata all’aridità ed è conosciuta pure con il nome di Albero della manna o Frassino da manna, soprattutto in zone come la Sicilia in cui viene ancora praticata l’estrazione, per incisione del tronco, di un essudato di origine linfatica detto appunto manna.

 

La diversità di arbusti che è possibile osservare in questa aiuola è elevata: tra gli altri, la Rosa selvatica (Rosa canina L.), il Prugnolo (Prunus spinosa L.), il Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea L.) e ancora la Cornetta dondolina (Emerus majus Mill. subsp. emeroides (Boiss. & Spruner) Soldano & F. Conti), che all’inizio della primavera crea una vera esplosione cromatica con la sua cascata di fiori gialli.

 

Oltre a diverse graminacee, tra le specie erbacee tipiche del sottobosco troviamo alcune tappezzanti: il Camedrio comune (Teucrium chamaedrys L. subsp. chamaedrys), dalle piccole foglie incise come quelle di una quercia (motivo per cui è chiamato meno frequentemente anche Querciola) e l’Erba perla azzurra (Buglossoides purpurocaerulea (L.) I.M. Johnst.). Questa borraginacea ha piccoli fiori tubulosi azzurro-violetti, non molto differenti da numerose altre esponenti della sua stessa famiglia, e piccoli frutti piuttosto caratteristici, simili a sassolini bianco-perlacei che, restando a lungo sui rami secchi della pianta, le conferiscono in autunno-inverno un aspetto molto decorativo.

In generale, l’azione di trasformazione dell’uomo ha inciso profondamente sul territorio regionale e di conseguenza sulle diverse formazioni vegetali. Anche la gran parte dei boschi, che in Puglia sono localizzati in aree a quote piuttosto basse da sempre intensamente abitate, ne hanno subito gli effetti. Non stupisce, quindi, che alcune delle specie proposte in quest’aiuola siano rare in Puglia e che la loro conservazione in natura sia considerata a rischio. Tra di esse si possono qui osservare la Frassinella (Dictamnus albus L.) e il Fiordaliso centauro (Rhaponticoides centaurium (L.) M.V. Agab. & Greuter), entrambe presenti allo stato spontaneo nel Bosco “Difesa Grande” e incluse nella Red List delle specie a rischio di estinzione a livello regionale e anche in quella nazionale, nel caso del Fiordaliso. La Frassinella ha foglie composte che ricordano quelle dell’Orniello e come altre rutacee produce, in ghiandole di cui è abbondantemente rivestita, oli essenziali dall’intenso profumo. Attenti però a non avvicinarsi troppo e, soprattutto, a non strofinarla imprudentemente! Il contatto con la pelle, seguito dall’esposizione ai raggi solari, può provocare da una semplice irritazione fino alla formazione di vere e proprie piaghe, simili a quelle da ustione. Del tutto innocuo al tatto è invece il Fiordaliso centauro, una specie che è endemica solo della Basilicata, della Calabria e della Puglia, cioè presente esclusivamente in queste sole tre regioni in tutto il mondo.

Didascalia

1) Fiordaliso centauro – Francesca Mantino

2) Prugnolo – Luigi Forte

3) Roverella – Gianni Signorile

4) Frassinella – Luigi Forte

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