Bosco submesofilo a Cerro

 

 

Bosco                     submesofilo                   a Cerro

 

DESCRIZIONE: In questa aiuola vengono riproposte le specie più rappresentative in Puglia del querceto caducifoglio a Cerro (Quercus cerris L.), al quale può talvolta associarsi anche il Farnetto (Quercus frainetto Ten.). Nel Sud-Italia questa tipologia forestale si ritrova ad altitudini collinari e di bassa montagna anche se, in presenza di condizioni pedologiche e/o microclimatiche favorevoli, si può riscontrare anche a quote molto più basse, come accade proprio nella nostra regione sul promontorio del Gargano. Nel comprensorio del Bosco Difesa Grande la cerreta è una delle formazioni forestali maggiormente rappresentata. Durante la visita, oltre al Cerro è possibile osservare anche un’altra specie che può presentare sviluppo arboreo, l’Acero campestre. Come altre specie del suo genere, questo acero si caratterizza per i tipici frutti alati, le samare, uniti a coppie. In questo caso, nella coppia, le ali divergono a 180°.

 

Tra le specie tipiche del sottobosco, si possono distinguere gli arbusti, cespugli legnosi, ma anche molte specie erbacee differenti. Tra le specie a portamento arbustivo, anch’esse tutte caducifoglie come quelle arboree, si fa notare soprattutto in autunno-inverno la Berretta del prete (Euonymus europaeus L.). In questo periodo dell’anno, infatti, sulla pianta quasi spoglia rimangono i curiosi frutti, capsule carnose dapprima verdi e con la maturazione di color arancio vivo, che ricordano, quando sono ancora chiuse, il copricapo a tre punte di un prelato. Anche le infruttescenze pendule della Carpinella (Carpinus orientalis L.) si fanno ricordare: tipiche un po’ di tutte le Betulacee, famiglia di appartenenza della specie, somigliano in questo caso a lampioncini di carta e si frammentano a maturità agevolando la dispersione dei frutti, grazie a piccole ali (brattee). L’aiuola in autunno è prodiga anche delle drupe prodotte da altri arbusti, i cornioli, nere nel Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea L.) e rosse nel Corniolo maschio (Cornus mas L.).

 

Numerose sono anche le specie erbacee che è possibile scorgere per gran parte dell’anno nell’aiuola, ma non in inverno. In questa stagione, trattandosi in maggioranza di emicriptofite e geofite, queste specie disseccano la parte aerea e superano il periodo più rigido conservando le gemme vitali nascoste nei primi centimetri di suolo (emicriptofite), o anche più in profondità (geofite). In quanto perenni, però, in primavera sono pronte a iniziare un nuovo ciclo, a spuntare dal terreno e fiorire nuovamente. Lungo i bordi dell’aiuola fanno ad esempio capolino i piccoli fiori della Viola silvestre (Viola reichenbachiana Jord. ex Boreau), quelli riuniti in grappolo della Cicerchia veneta (Lathyrus venetus (Mill.) Wohlf.) o l’infiorescenza curiosa e perfettamente sferica del Cardo-pallottola meridionale (Echinops ritro L. subsp. siculus (Strobl) Greuter), tutte specie erbacee tipiche del consorzio vegetale riproposto. Tra quelle più rare in Puglia è presente l’Erba limona bianca (Melittis melissophyllum L. subsp. albida (Guss.) P.W. Ball), labiata ricca di ghiandole capaci di sprigionare un profumo molto gradevole.

Didascalia

1) Anemone dell’Appennino – Gianni Signorile

2) Berretta del prete -Francesca Carruggio

3) Carpinella – Gianni Signorile

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