Bosco termo-xerofilo sempreverde a Leccio

 

 

Bosco                      termo-xerofilo     sempreverde a Leccio

 

DESCRIZIONE: le specie presenti in questa aiuola appartengono al corteggio floristico della lecceta, il bosco a carattere mediterraneo per eccellenza. Infatti, molte di esse, tra cui anche la stessa specie dominante, il Leccio (Quercus ilex L.), sono specie sempreverdi, termofile e xerofile (ossia tipiche di condizioni stazionali calde e aride), e hanno una distribuzione geografica steno-mediterranea cioè centrata soprattutto lungo le coste del bacino del Mediterraneo, mentre diventano sempre più rare nell’entroterra. Dato il contesto macro-climatico pugliese e le quote decisamente modeste raggiunte mediamente dai rilievi della regione, una ampia parte del territorio della Puglia potrebbe ancora attualmente ospitare estesi boschi di Leccio. Tuttavia queste formazioni vegetali sono state pesantemente modificate nel corso dei secoli dalle trasformazioni attuate per la messa a coltura o lo sfruttamento per il pascolo. Di conseguenza nel nostro territorio il Leccio si trova molto spesso anche in formazioni di macchia. A conferma della sua termofilia (letteralmente “amicizia per il caldo”), in Italia difficilmente ritroviamo questa specie oltre i 600-800 m di quota, cosa che avviene in condizioni climatiche stazionali particolarmente favorevoli, come ad esempio nelle grandi isole o più raramente lungo i versanti caldi sui rilievi appenninici e prealpini. Gli adattamenti morfologici e fenologici che questa quercia possiede si accordano perfettamente con le condizioni climatiche dell’ambiente mediterraneo. Le sue foglie coriacee, dotate di una spessa cuticola (sclerofille), posseggono sulla pagina inferiore stomi protetti da un fitto feltro di peli che aiutano a ridurre le perdite di acqua; inoltre, in autunno, all’arrivo delle piogge, quando ancora le temperature sono miti, essendo una specie sempreverde, il Leccio può riprendere la piena attività, dopo la stasi vegetativa da stress idrico estivo.

 

Quanto appena detto si può estendere a molti degli arbusti presenti nel’aiuola, come ad esempio il Lentisco (Pistacia lentiscus L.), l’Ilatro comune (Phillyrea latifolia L.) e l’Alaterno (Rhamnus alaternus L.), anch’essi tipiche sclerofille sempreverdi mediterranee. La ricchezza specifica di questa aiuola, decisamente bassa, rispecchia la composizione tipica della lecceta che, a maturità, è una formazione chiusa e buia caratterizzata da un numero di specie relativamente basso. Accanto ai tre arbusti appena citati ve ne sono anche altri come il Pungitopo (Ruscus aculeatus L.) e il Viburno tino (Viburnum tinus L.) e tipiche liane come la Salsapariglia o Stracciabrache (Smilax aspera L.) e la Robbia selvatica (Rubia peregrina L.).

 

Tra le specie erbacee del sottobosco troviamo alcune carici nemorali (Carex sp. pl.), identificabili soprattutto quando presentano le tipiche infiorescenze a spiga, mentre cromaticamente più evidenti sono la fioritura primaverile della Viola bianca (Viola alba Besser subsp. dehnhardtii (Ten.) W. Becker) e quella autunnale del Ciclamino napoletano (Cyclamen hederifolium Aiton).

Didascalia 

1) Viola bianca – Luigi Forte

2) Pungitopo – Gianni Signorile

3) Rosa di San Giovanni – Gianni Signorile

4) Viburno tino – Gianni Signorile

 

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