Gariga camefitica

 

 

Gariga              camefitica

 

DESCRIZIONE: Quasi tutte le specie presenti in questa aiuola sono camefite (dal greco χαμα, per terra, a livello del terreno), ossia piccoli arbusti dotati di gemme poste ad una altezza massima dal suolo di circa 30 cm. Tale tipo di piante è comune nei climi freddi ma anche in quelli aridi; nei primi, durante la stagione fredda, costituisce un vantaggio per i vegetali non essere troppo alti e venire ricoperti e protetti entro lo spessore della coltre di neve. Anche in ambiente mediterraneo, tuttavia, le camefite formano comunità vegetali da esse dominate, le garighe a camefite appunto, soprattutto in aree, con suoli poveri e pietrosi, dove la vegetazione preesistente (boschi o macchie) è stata distrutta progressivamente per taglio o incendio e nelle quali le piante sono spesso distribuite in maniera più o meno rada. Molte delle camefite più comuni nelle garighe mediterranee appartengono alle famiglie delle Cistacee e delle Lamiacee. Le specie di queste famiglie, infatti, posseggono adattamenti peculiari nei confronti di due tra i fattori ecologici più importanti nell’ambiente mediterraneo e che maggiormente hanno orientato nel corso di millenni l’evoluzione della flora spontanea, vale a dire il fuoco e il pascolo. Nelle cistacee, ad esempio, una percentuale dei semi prodotti possiede un tegumento duro che li rende capaci di germinare solo dopo il passaggio del fuoco, in grado di creare micro-fratture e permettere l’ingresso dell’acqua. Molte lamiacee, invece, hanno foglie rivestite da ghiandole contenenti oli che, liberandosi per sfregamento, producono odori aromatici molto intensi che costituiscono spesso un deterrente per gli erbivori.

 

Nell’aiuola si possono osservare un buon numero di rappresentanti di queste due famiglie. In particolare l’Eliantemo jonico (Helianthemum jonium Lacaita) e le specie del genere Fumana, piccole cistacee piuttosto simili tra loro ad un primo sguardo e, come l’Eliantemo, caratterizzate da piccoli fiori gialli. Sono presenti la Fumana vischiosa (Fumana thymifolia (L.) Spach ex Webb), la Fumana leggera (Fumana laevis (Cav.) Pau) e la Fumana scoparia (Fumana scoparia Pomel). Quest’ultima è una specie particolarmente significativa per la Flora pugliese in quanto, creduta estinta in Puglia perché non più rinvenuta nell’area di Monte sant’Angelo (l’unica stazione per la quale era nota), è stata invece ritrovata nel territorio dell’arco jonico tarantino, dove caratterizza le garighe a Timo arbustivo. Proprio a questa specie di Timo (Thymbra capitata (L.) Cav.) si deve una delle fioriture più appariscenti dell’aiuola, tra l’altro in un periodo, quello estivo, di solito piuttosto parco di colori. In genere nella primavera-estate, con l’innalzamento della temperatura, diventano più decisi anche i profumi sprigionati dalle foglie del Timo, come delle altre lamiacee riproposte, in particolare le Santoregge. Nell’aiuola risultano accostate insieme la Santoreggia montana (Satureja montana L.) e la Santoreggia pugliese (Satureja cuneifolia Ten.), cosa che normalmente in natura non avviene, dal momento che la Santoreggia pugliese vive in genere a quote più basse e in stazioni più calde. Per distinguere queste due specie si potrà fare affidamento sulla vista (la Santoreggia pugliese è caratterizzata da un verde più chiaro e argentino) ma, forse, varrà la pena di delegare all’olfatto cercando di imprimere nella mente i due aromi, realmente diversi e caratteristici. Pertanto, prendetevi del tempo e sfregate delicatamente e con mani distinte, per non mescolare i profumi, qualche foglia dell’una e dell’altra. Non le confonderete più! Se poi osservando quest’aiuola, anche da lontano, vedrete delle chiazze blu intenso, sarete davanti alla fioritura dell’Arganetta azzurra (Alkanna tinctoria Tausch), una delle piante tintorie della nostra flora spontanea, dalla cui radice si estrae un colorante rosso.

Didascalia

1) Timo arbustivo – Gianni Signorile

2) Arganetta azzurra – Luigi Forte

3) Eliantemo jonico – Luigi Forte

4) Santoreggia pugliese – Luigi Forte

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