Gli habitat

In difesa della biodiversità

La vocazione di questo bosco è racchiusa nel nome.

Originariamente con il termine difesa si indicava un luogo bandito, sottoposto a tutela, dove le attività erano regolamentate, come ad esempio la raccolta di legna e ghiande. Quando nel XVII sec. il Comune di Gravina (allora Università) lo acquisì dal Regio Demanio, il bosco era già noto come “Difesa Grande”.

In Puglia, terra segnata da antica e intensa antropizzazione, la parola “difesa” riferita a un bosco è quanto mai attuale e opportuna. Il percorso, già tracciato e custodito nel toponimo, indica la direzione da seguire per preservare questo grande bene comune.

I sentieri e le azioni messe in atto da questo progetto seguono questa direzione e sono un contributo alla conoscenza e alla condivisione della bellezza e dell’unicità di questo luogo.

Il Sito d’interesse Comunitario (SIC) Bosco Difesa Grande IT 9120008 è stato istituito con il Decreto Ministeriale del 5 Marzo 2000 ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE.

Le principali valenze conservazionistiche che hanno determinato l’inclusione dell’area nei Siti Natura 2000, sono le seguenti:

  • Percorsi substeppici di graminacee e piante annue

dei Thero-Brachypodietea (cod. 6220 habitat prioritario);

  • Stagni temporanei mediterranei

(cod. 3170 habitat prioritario);

  • Matorral arborescenti di Juniperus spp. (cod. 5210);
  • 24 specie di uccelli d’interesse comunitario

All. I della “Direttiva Uccelli” 79/409/CEE;

  • 3 specie di Anfibi e Rettili

incluse nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE;

  • 1 Pianta, la Stipa austroitalica

inclusa nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE; Inoltre sono presenti 9 specie botaniche incluse nella Red List nazionale e regionale.

 

I pascoli

La presenza di 11 jazzi fa ben comprendere quanto la pastorizia abbia contribuito a definire la storia, la natura e il paesaggio di questo territorio. Nell’area SIC vegetano tre tipi di formazioni erbose tra le quali emerge per importanza il pascolo a Stipa austroitalica. I pascoli rivestono un ruolo determinante per la ricchezza biologica del bosco e ospitano una grande quantità di specie vegetali e animali, molte delle quali rare e minacciate. In primavera, nel variopinto e mutevole spettacolo delle fioriture, le orchidee sorprendono quasi ad ogni passo, sotto lo sguardo dei grillai sospesi nel vento che diffonde il canto delle calandre.

Il querceto sub-mesofilo

È l’habitat che rappresenta maggiormente il Bosco Difesa Grande ed è legato alle aree del SIC caratterizzate da condizioni ambientali di maggiore umidità, come le lame, i canali e i fondovalle. La specie arborea dominante è il cerro, a cui si associa il farnetto con la presenza sporadica di roverella, orniello, sorbo comune, acero campestre e acero minore. Laddove scorre acqua sorgiva e si formano pozze temporanee, vegeta un fitto sottobosco di specie igrofile, che ospita una ricca e diversificata fauna. Nell’illustrazione sono rappresentate soltanto alcune delle specie animali presenti in questa formazione boschiva. 

Stagni Temporanei Mediterranei 

 All’interno del bosco “Difesa Grande”, durante le stagioni piovose, è facile imbattersi in piccole ma affascinanti pozze tempora­nee colme di acqua, localmente note come “laghi”, e riconducibili agli Habitat della rete 2000 “stagni temporanei mediterranei” e “prati umidi”. L’acqua meteorica che confluisce nelle depressioni del suolo consente la vita ad una moltitudine di organismi vegetali ed animali e contribuisce così ad elevare la ricchezza biologica del SIC.

I “laghi” sono il regno di un buon numero di anfibi, facili da osservare ed ascoltare, come la piccola raganella italiana, la rana di Uzzell, la rana dalmatina, il rospo comune ed il più raro rospo smeraldino.

I microcrostacei, le libellule, gli anfibi sono a loro volta richiamo di varie specie di uccelli, in particolare i migratori, che trovano, in prossimità di queste acque, risorse alimentari preziose per affrontare il loro lungo viaggio verso le aree di nidificazione o di sver­namento. In primavera, quando le piogge consentono l’accumulo di acqua, è possibile osservare anatre come la marzaiola e l’al­zavola, limicoli come il cavaliere d’Italia e il combattente, diversi passeriformi come le allegre cutrettole e rapaci come le albanelle.