Prateria termo-xerica perenne mediterranea a Ferula ed Asfodeli

 

 

Prateria termo-xerica perenne mediterranea a Ferula ed Asfodeli 

 

DESCRIZIONE: In questa aiuola vengono riproposte le specie più diffuse in Puglia nelle praterie termofile e xerofile a carattere mediterraneo, caratterizzate da un pascolamento intenso. Quest’ultimo, vero e proprio fattore ecologico, agisce sulle comunità vegetali mediterranee da millenni e ha selezionato una serie di specie dotate di specifici adattamenti difensivi nei confronti degli erbivori che, dal canto loro, le evitano. In alcune di queste specie le piante sono abbondantemente rivestite di spine, come nei generi Carduus, Onopordum, Cirsium, Carthamus, Scolymus; in altri casi la strategia usata è di tipo chimico, con la presenza di sostanze tossiche o fortemente aromatiche. Ciò fa si che, in natura, queste comunità siano in genere macroscopicamente individuabili ad una prima occhiata proprio per la presenza di distese di piante appartenenti a poche specie, al limite anche una sola, scartate dal bestiame.

 

E’ il caso, tra le specie di quest’aiuola, dell’Asfodelo mediterraneo o Porraccio (Asphodelus ramosus L. subsp. ramosus), capace di formare in natura popolazioni densissime su superfici estese a perdita d’occhio, della cui presenza ci si accorge soprattutto in primavera quando la prateria diventa un mare continuo di infiorescenze bianco-rosate. Di colore giallo e solitamente meno alte sono invece le infiorescenze dell’Asfodelo giallo (Asphodeline lutea (L.) Rchb.). Entrambe queste specie, pur rientrando, con le loro infiorescenze precoci e in parte i tuberi, nell’alimentazione umana tradizionale di un tempo, contengono sostanze tossiche, localizzate principalmente nei tuberi, cosa che accade anche nella Scilla marittima (Charybdis pancration (Steinh.) Speta). Nell’aiuola la fioritura di quest’ultima specie segnala il ritorno delle piogge dopo l’aridità estiva, nei confronti della quale proprio gli organi sotterranei di riserva (tuberi, rizomi, bulbi) costituiscono un valido adattamento. In particolare la Scilla è dotata di un bulbo che può raggiungere dimensioni ragguardevoli e un peso di alcuni chili.

 

Altre specie facilmente identificabili nell’aiuola, almeno in alcuni periodi dell’anno, sono quelle appartenenti alla famiglia delle Apiacee. In piante adulte, infatti, i fusti cavi dell’Opoponace comune (Opopanax chironium (L.) W.D.J. Koch) e soprattutto della Ferula comune (Ferula communis L.) possono svettare ben oltre i due metri d’altezza, offrendo un posatoio a piccoli uccelli, un valido sostegno per le tele e i sacchi ovigeri dei ragni, fonte di cibo per i bruchi di diverse specie di lepidotteri e molto altro ancora. I pastori ad esempio li usavano, sfruttandone l’estrema leggerezza, per ricavarne pratici sgabellini che, infilati nella cintura, li seguivano fedelmente nel loro peregrinare. In particolare gli scapi della Ferula, carichi delle ombrelle con i loro frutti, caratterizzano fortemente alcuni settori del paesaggio murgiano. Accanto a questi due “giganti” è presente anche la “piccola” Firrastrina comune (Thapsia garganica L.), che invece non raggiunge il metro e mezzo di altezza. Tutte e tre queste specie contengono sostanze tossiche e in particolare la Firrastrina veniva chiamata dagli arabi Carota della morte, perché in grado di uccidere i cammelli che se ne nutrissero. Ultimamente proprio dai principi attivi di questa pianta la ricerca scientifica sta cercando di ottenere farmaci antitumorali.

Alle lamiacee invece appartiene la Mentuccia comune (Clinopodium nepeta (L.) Kuntze subsp. nepeta), il cui tipico odore aromatico è per se stesso associato alle praterie a maggior pressione di pascolo della nostra regione.

Didascalia

1) Asfodelo giallo – Gianni Signorile

2) Asfodelo mediterraneo – Luigi Forte

3) Ferula comune – Luigi Forte

logoorto