Prateria termo-xerica perenne mediterranea

 

 

Prateria                       termo-xerica       perenne mediterranea

 

DESCRIZIONE: In questa aiuola sono presenti alcune delle specie che più caratterizzano in Puglia le praterie termofile e xerofile a carattere mediterraneo dominate da specie perenni. Si tratta di un tipo di vegetazione ampiamente diffusa nelle fasce costiera e collinare della regione, dove è quasi sempre il risultato della degradazione per cause antropiche dei boschi e delle macchie sempreverdi (es. leccete, coccifereti, macchie a sclerofille). La tipologia di vegetazione riproposta, come spesso accade nelle praterie, è caratterizzata da un numero di specie piuttosto elevato, la gran parte delle quali erbacee. In questo caso specifico, molte di esse sono meglio distinguibili durante la primavera, quando le condizioni climatiche ancora favorevoli ne permettono l’accrescimento e la fioritura prima dell’arrivo dell’aridità estiva, vero fattore limitante per queste comunità vegetali.

Tra le specie che è possibile osservare, la più rappresentativa è sicuramente il Barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta (L.) Stapf) riconoscibile per il tipico habitus eretto, come indicato anche dal suo nome specifico. Nella stessa aiuola vi è anche un’altra graminacea, dalle caratteristiche spighe appaiate, piuttosto diffusa negli stessi ambienti aridi e soleggiati, Andropogon distachyos L.; ben più rara nel territorio pugliese è Chrysopogon gryllus (L.) Trin., altra poacea a fioritura estiva dalle tinte rosso-dorate. In primavera l’aiuola è punteggiata dai vistosi capolini color porpora dell’Anemone (Anemone hortensis L. subsp. hortensis) e dalle corolle ben più discrete della Garofanina spaccasassi (Petrorhagia saxifraga (L.) Link subsp. gasparrinii (Guss.) Greuter & Burdet), capace di vivere tra le fessure delle rocce delle praterie.

Molte delle specie presenti in questa aiuola mostrano differenti adattamenti nei confronti dell’aridità, adattamenti di tipo fenologico, fisiologico o anche morfologico. Basti pensare alle specie dall’aspetto crassulento appartenenti al genere Sedum o a quelle dotate di una fitta pelosità argentata (Plantago albicans L., Phagnalon rupestre (L.) DC. subsp. illyricum (H. Lindb.) Ginzb. e Stachys germanica L. subsp. salviifolia (Ten.) Gams). Anche in autunno l’aiuola si accende delle fioriture di alcune specie: è il momento di alcune bulbose che beneficiano della ripresa delle piogge dopo l’aridità estiva, come ad esempio l’appariscente Zafferanastro giallo (Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng.) o il delicato Colchico di Cupani (Colchicum cupanii L.).

Didascalia

1) Barboncino mediterraneo – Francesca Carruggio 

2) Colchico di Cupani – Luigi Forte

3) Zafferano giallo  –  Francesca Carruggio

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