Prateria xerica perenne sub-mediterranea

 

 

Prateria                       xerica perenne       sub-mediterranea

 

DESCRIZIONE: In questo caso vengono proposte le specie che più frequentemente è possibile ritrovare nelle praterie perenni delle aree murgiane pugliesi, in genere a quote superiori ai 400 m s.m.. Comunità molto affini a queste sono presenti anche in altri settori della regione, come ad esempio il Gargano e i Monti Dauni. Le praterie perenni murgiane qui riproposte hanno una propria composizione in specie, differente da quella delle praterie che si possono osservare nella nostra regione a quote più basse e, ad esempio, presso il mare. Ciò scaturisce anche dal peculiare contesto ecologico e in particolare fitoclimatico dei territori interessati, che si contraddistinguono per un certo carattere steppico, ossia per condizioni di tipo semicontinentale, cosa che permette di definire queste praterie come sub-mediterranee. Nei territori murgiani, infatti, i fattori limitanti nel corso dell’anno e che portano all’arresto dell’attività vegetativa delle piante sono costituiti dalle basse temperature dei mesi invernali e dall’aridità estiva. Perciò, molte delle piante dell’aiuola sono meglio individuabili durante la primavera, quando si accrescono, giungono a fioritura e portano a maturazione frutti e semi. Quasi scompaiono invece in inverno, quando la parte epigea dissecca completamente e protegge le parti rimaste vitali, le gemme, posizionate a livello del suolo.

 

Questa aiuola rispecchia la ricchezza floristica della prateria che ripropone. Inoltre, anche secondo una chiave di lettura fitogeografica (corologica), le specie proposte offrono uno spaccato delle due differenti “anime” che si incontrano nelle praterie murgiane: quella costituita da specie a distribuzione mediterranea, comunque dominante, e quella costituita da specie a distribuzione euro-siberiana.

Questa doppia anima emerge già a partire dalle graminacee, che caratterizzano l’aspetto generale, la fisionomia, di queste praterie. Nell’aiuola, infatti, è presente ad esempio la Festuca mediterranea (Festuca circummediterranea Patzke), per il gruppo delle specie mediterranee, e il Forasacco eretto (Bromopsis erecta (Huds.) Fourr. subsp. erecta), per il gruppo delle specie dell’Europa temperata.

 

Un altro aspetto peculiare delle flora di questa aiuola è il fatto che, all’interno di ciascuno dei due gruppi citati, si esprima un unificante carattere orientale: vale a dire che tra le specie mediterranee sono numerose quelle a distribuzione mediterraneo-orientale, come pure tra quelle europee sono presenti specie la cui distribuzione si irradia principalmente verso sud-est, i Balcani, la regione pontica.

Tra le specie mediterraneo-orientali spiccano nell’aiuola gli imbuti rosa delle corolle del Convolvolo elegantissimo (Convolvulus elegantissimus Mill.) e, in piena estate, le infiorescenze spinose e iridescenti della Calcatreppola ametistina (Eryngium amethystinum L.); per non parlare della nuvola di piccole spighe di fiori violetti dell’Acino pugliese (Clinopodium suaveolens (Sm,) Kuntze), il cui elemento più indimenticabile è costituito però dal forte profumo aromatico che la pianta sprigiona nelle calde giornate tardo-primaverili. D’altro canto anche tra le specie europee a baricentro orientale fanno bella mostra di sé nell’aiuola l’Euforbia mirsinite (Euphorbia myrsinites L.), i cui fusti ricoperti di foglie succulente azzurrine serpeggiano tra le rocce della Murgia, e il Lino di Tommasini (Linum austriacum L. subsp. tommasinii (Rchb.) Greuter & Burdet), con le sue tipiche corolle indaco pallido.

Nell’aiuola sono, infine, riproposte alcune entità delle praterie murgiane che in natura hanno una distribuzione limitata. Sono specie endemiche del territorio pugliese, o di poche regioni d’Italia oppure al massimo presenti anche sulla sponda balcanica dell’Adriatico: è il caso di un’altra euforbiacea, la sottospecie iapigica dell’Euforbia di Nizza (Euphorbia nicaeensis All. subsp. japygica (Ten.) Arcang.) e del Garofano tarantino (Dianthus tarentinus Lacaita), entrambe specie a fioritura estiva, o ancora del Timo spinosetto (Thymus spinulosus Ten.) e della sottospecie di Colonna della Scorzonera spinulosa (Scorzonera villosa Scop. subsp. columnae (Guss.) Nyman), come anche del piccolo Giaggiolo siciliano (Iris pseudopumila Tineo), che a volte già sul finire dell’inverno dispiega le sue sfarzose corolle.

Didascalia

1) Acino pugliese – Francesca Carruggio

2) Citiso spinoso – Luigi Forte

3) Euforbia mirsinite – Gianni Signorile

4) Salvia argentea –  Luigi Forte

5) Scorzonera spinulosa  – Francesca Carruggio

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